Sperimentazioni
- Dona
- 8 apr 2015
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Un paio d'anni fa, per la prima volta, abbiamo avuto un richiesta particolare da un genitore. Il suo lavoro era organizzato in turni che comprendevano anche il sabato e la domenica e cambiavano in continuazione. Quando faceva il primo turno, portava la bambina molto presto ad una sorella che a sua volta la portava al nido. Il secondo turno invece la costringeva a portare al nido la bambina e dipendere da altri per la gestione del pomeriggio, rivedendola solo alla sera, all'ora di andare a letto. Per questa mamma era molto faticoso lasciare la bambina, non poter trascorrere del tempo con lei soprattutto quando lavorava al pomeriggio. La richiesta quindi era di poter portare la bimba in un orario differente quando lei era a casa al mattino. Ci siamo molto interrogate su quanto poteva essere flessibile un servizio per accogliere questa richiesta. Da un lato l'orario del nido era importante per i ritmi e i tempi dei bambini ed era nostro compito tutelarli, dall'altro era più che legittimo il desiderio di questa mamma di poter stare con la propria figlia. C'era un punto di incontro tra le varie esigenze? Si poteva trovare un modo che garantisse a tutti una soluzione in equilibrio senza ripercussioni sugli altri bambini, quanto avrebbe pesato anche su di noi questo cambiamento?
Alla fine abbiamo trovato una possibile strada da sperimentare, una mediazione tra l'orario consueto e la possibilità di entrare più tardi quando serviva. Si poteva provare, si poteva parlarne e rivedere il tutto se non avesse funzionato per una qualsiasi delle parti coinvolte.
A volte mettersi nei panni degli altri apre possibilità e confini che sembrano invalicabili.