Con una lente dentro il nido
- Dona
- 6 mar 2015
- Tempo di lettura: 2 min
Da qualche giorno abbiamo cominciato a raccontare Storie.
La storia di Chiara, di come ha conosciuto Iqbal...
Ieri s'è aggiunta, a sorpresa, l'esperienza di una mamma.
Oggi vorremmo aprire quella parte di racconti che chiameremo "Con una lente dentro il nido" , con i quali vorremmo narrare le vicende, gli avvenimenti, le esperienze dei bambini e nostre all'interno dell'asilo.
Ecco allora il primo racconto.
C'è stato un gioco speciale tra me e V. oggi. L'ambiente era molto sereno, gli altri bambini erano occupati e nella stanza eravamo sole io e lei. V. non ha ancora un anno, ama molto stare in piedi , ma ancora non gattona. Non le piace stare sdraiata a pancia in giù. Quando la metti in questa posizione si irrita e piange.
Eppure oggi, in quella situazione tranquilla in cui ci siamo venute a trovare, a pancia in giù mi ci sono messa anche io, di fronte a lei...
Non riuscivamo a toccarci, se non con la punta delle dita delle mani.
Ci guardavamo ed è iniziata per magia una danza. Mi sollevavo sui gomiti e V. faceva altrettanto, distendendo le braccia per raggiungermi. Alzava anche le gambe e dondolava leggermente su e giù, senza arrabbiarsi.
Allora piegavo le gambe in su anche io, e lei incuriosita osservava.
Ogni tanto appoggiava la testa a terra, come dire "aspetta un momento, mi riposo" e poi di nuovo su testa, braccia, gambe.
Con la punta delle dita ci sfioravamo, era per gioco, non intendevamo prenderci, solo avere quel leggero contatto.
Poi di colpo anzichè alzarle, ha spinto sulle ginocchia e con le mani appoggiate a terra si è aiutata.
Un passo indietro.
Un caso.
Ma ero emozionatissima per lei!